Seminario del PPE a Bruxelles





The Just Choice è tornato dal Parlamento Europeo di Bruxelles. Forte dell’esperienza guadagnata in questo stressante, intenso ma pienamente soddisfacente viaggio, vi porto con me nel resoconto di una tre giorni indimenticabile.

La partenza in aereo da Orio al Serio, in direzione Bruxelles-Charleroi, era prevista per le ore 9.30 di mercoledì 13 dicembre. Dopo una notte passata quasi insonne per via di emozioni sentimentali e tremiti reverenziali verso ciò che mi attendeva, l’inizio dell’avventura, da Torino, è stato all’insegna del freddo e del comune stato di incoscienza dovuto al sonno mancante. Una volta arrivati, dopo aver raccolto colleghi lungo la strada, abbiamo concluso le operazioni di rito per fare le carte d’imbarco ed abbiamo iniziato le presentazioni fra di noi: un gruppo diverso fra loro ma certamente vi erano tutte le premesse per un buon lavoro.
Il volo non presenta particolari problemi di turbolenze o vuoti d’aria ed, in men che non si dica, ci ritroviamo nella lugubre e melanconica atmosfera belga: freddo, cielo grigio e natura spoglia ci hanno accompagnato verso l’albergo, come se fossero degli avvoltoi che seguono la preda, quasi stremata. L’inizio non è stato dei migliori ma, una volta arrivati nei pressi della nostra residenza, tutto si capovolge perché vediamo la bellezza della città regale del Belgio.
Con le immagini splendide dei palazzi reali ancora negli occhi, siamo pronti per, finalmente, entrar nella vita politica dell’UE. La nostra delegazione di Torino, sotto l’egida di Jas Gawronski, si è recata presso Bruxelles per un seminario dei giovani del PPE, il Partito Popolare Europeo; seminario che prevedeva una serie di lavori, divisi in commissioni, su alcuni temi che sono presenti nell’agenda europea in questo periodo: costituzione, allargamento, immigrazione, famiglia e bioetica ed infine, giovani e lavoro.
Io ho lavorato nella commissione Giovani e Lavoro, con molta diligenza e puntigliosità, per creare un documento che verrà proposto durante le sedute del Parlamento Europeo. I giorni sono stati contraddistinti da una serie molto interessante di assemblee fra i giovani italiani del PPE, i quali, erano arrivati da svariate regioni come Lombardia, Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia. Dopo alcuni problemi iniziali, dovuti ad un formalismo sopra le righe dei colleghi lombardi, le sedute sono iniziate e sono sorte le difficoltà nell’affrontare i temi previsti: troppa poca l’esperienza politica di alcuni dei giovani presenti, troppa superficialità di altri, troppo formalismo e troppa voglia di mettersi in luce grazie a quello, di altri ancora.
Dopo una breve seduta assembleare, il primo giorno si è concluso con una cena a base di costine di maiale in un simpatico ristorante chiamato Amadeo e la presenza dell’On. Mantovani che ci ha reso partecipi della voglia di andare avanti coi giovani, nel partito di Forza Italia. La nottata ha visto il sottoscritto, Giovanni e Matteo come protagonisti di un lungo viaggio senza meta per la capitale belga, alla ricerca di cosa, forse non lo sapevamo nemmeno noi ma è stata certamente un’esperienza piena di significato e che resterà dentro di noi.
L’indomani, giovedì, sono iniziati i veri lavori nelle commissioni ed io mi sono occupato della stesura della parte relativa alle difficoltà di accesso al credito bancario da parte di un giovane che volesse intraprendere la carriera imprenditoriale, ostacoli che troppo spesso non fanno altro che bloccare delle idee ottime. Gli altri gruppi di lavoro sono stati non sempre all’altezza della situazione, anche perché molti dei miei colleghi non si sono resi conto che noi non eravamo lì solo per fare una vacanza ma per lavorare duro, nel pieno centro dell’Unione Europea, un’opportunità non certo riservata a tutti.
Dopo l’inaspettata notizia che Giovanni, tornato in Italia nella mattinata, era rimasto bloccato fra gli scioperi degli aerei e dei treni, la situazione è stata presa di petto da Ilaria la quale, rischiando un infarto a causa della sua passione, ha saputo condurre la nostra delegazione con una linea ben definita, forte della sua pregressa esperienza politica. L’incontro con il Presidente del PPE e del Segretario Generale, nella mattinata, è stato tanto piacevole quanto utile: piacevole perché, nonostante l’importante ruolo rivestito, si sono presentati come persone molto disponibili e utile perché abbiamo avuto delle anticipazioni sui grandi temi che da tempo si discutono in Europa, come l’allargamento verso la Turchia di quest’ultima, operazione molto complicata ma non impossibile, a patto che ci sia un volere di compromesso.
La sera mi ha visto protagonista di una piacevole nonché suggestiva passeggiata per la Grand Place di Bruxelles con una dolce fanciulla; passeggiata che mancava da tempo nel mio repertorio.
In seguito alla notte passata su una poltrona (notevole il male al collo al risveglio…) i giovani del PPE hanno, finalmente, intrapreso la via dell’assemblea finale, in cui si sarebbero presentati i documenti e discussi gli emendamenti: nonostante l’ennesimo e futile esempio di formalismo lombardo, tutto è andato per il verso giusto e, alle 21 circa, abbiamo concluso, dal punto di vista istituzionale, la serie dei tre giorni con una serie di proposte molto interessanti che, se saranno approvate, potranno cambiare qualcosa in ambito comunitario per noi giovani.
La sera del venerdì è stata contraddistinta da una splendida locazione, l’albergo Chatelain di Brussels, un luogo magico nel quale abbiamo finalmente festeggiato a dovere l’impegno profuso per il bene dei giovani europei.
Il giorno successivo, sabato, abbiamo dovuto prendere il volo delle 07.30, ciò significa che, per risparmiare sui tempi, non abbiamo dormito, se non qualcosa sulla navetta e sull’aereo. Il ritorno è stato contraddistinto dalla sorpresa della presenza di Giovanni all’aeroporto di Orio al Serio, presenza non prevista ma che ci ha riempito il cuore di gioia, nel vederlo così dispiaciuto per l’occasione mancata, soprattutto della festa (vero???).

Che dire di questa tre giorni? Certamente è stata molto utile sotto molti punti di vista: pubbliche relazioni, esperienza di ambito comunitario, politica e anche rapporti interpersonali. L’ultimo punto è quello che vorrei sviluppare un istante perché sono le situazioni borderline che rendono forti i rapporti umani e posso affermare con certezza che sono nate dei rapporti che andranno oltre le semplici collaborazioni lavorative o politiche. Ho trovate persone in cui vale la pena investire e spero sia così anche per loro.
Grazie a Giovanni, Ilaria, Clementina, Matteo, Denis e Sabina, in primis. Un altro grazie a tutti coloro che erano presenti durante questo seminario del PPE. A presto!

2 Responses to “Seminario del PPE a Bruxelles”

  1. hai già una prosa da perfetto politicante :P

  2. Ahahah, grazie mille.
    Speriamo che poi si possa rivelare anche che ho tutto il resto del politicante!

    Cordialmente,
    Fabruzum

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