Papa Ratzinger e l’Occidente smarrito


Martedì 28 novembre prossimo, il Pontefice Benedetto XVI farà il suo ingresso nei confini della Turchia, roccaforte islamica, per un viaggio estremamente significativo e coraggioso, in piena linea con l’impronta che Papa Ratzinger vuol dare al suo Pontificato.

Io non sono mai stato un fedele, non ho mai abbracciato i dogmi della Chiesa, nonostante io rispetti chi li segua e li condivida.. Ci sono sempre state troppe domande che mi sono posto e che mi hanno impedito di poter abbracciare la Fede. Proprio per queste ragioni non mi è facile parlare del Papa o, forse proprio perché non sono fedele, mi può essere semplicissimo.
Papa Benedetto XVI mi piace, mi piace molto di più di Papa Giovanni Paolo II, il quale ha certamente riformato ed aperto le istituzioni clericali ma, in alcuni casi, consideravo troppo indulgente. Papa Ratzinger non è così, è puramente teutonico in ogni suo gesto e mi tornano in mente le sue parole pronunciate a Ratisbona, parole che non si rivolgevano solo alla Chiesa ma a tutto l’Occidente, perché finisca questa incredibile escalation di sottomissione ai soprusi fondamentalisti islamici che continuano a coinvolgerci, giorno dopo giorno. Sappiamo tutti molto bene quanto sia difficile la convivenza fra le nostre culture, ai limiti dell’impossibile, e non certo per causa dell’Occidente, sempre permissivo in tutto per antonomasia. Papa Ratzinger deve andare in Turchia e lo farà, perché v’è bisogno di un gesto così forte, nonostante le proteste che fanno da preludio alla visita facciano pensare che forse è meglio non andarci. Troppe volte abbiamo porto l’altra guancia, seguendo le Sacre Scritture. Il Pontefice non deve aver timori, non deve tirarsi indietro e noi tutti dobbiamo essere orgogliosi di essere occidentali, dobbiamo difendere le nostre radici, dobbiamo far sentire la nostra voce, troppo spesso strozzata da episodi di estrema crudeltà, come l’assassinio di Hina, giovane ragazza islamica che voleva vivere libera dalle leggi vessatorie della Sharia.
Il gesto di S.S. Benedetto XVI è ricco di valenze intrinseche e rappresenta una dichiarazione di esistenza dell’Occidente, nei confronti di un mondo islamico che troppo spesso ha cercato di cancellarci, senza riuscirci mai. Dopo l’11 settembre, anche noi ci siamo resi conto dell’underground del fondamentalismo che coopera solo con lo scopo di convertire gli infedeli all’islam, perché noi siamo il Diavolo, noi siamo il Male. Noi, tuttavia, siamo anche quelle stesse persone che permettiamo loro di radicarsi nelle nostre nazioni, di costruire le loro moschee, di professare liberamente la loro religione. Non si può certo tornare alla massima “Cuius regio, eius religio” ma la tolleranza deve smorzare con forza, specie dopo la visita del Papa Ratzinger in Turchia, dopo che il mondo avrà visto che l’Occidente esiste ancora e lo dichiara con forza.
Chiunque sia scettico di quello che dico, del grande significato del viaggio, provi a recarsi con una croce al collo in un paese islamico. Forse non gli accadrà nulla ma certamente non si sentirà sicuro a camminare per strada. Questa è la loro tolleranza? Non fatemi ridere.

L’Islam ed il Cristianesimo hanno dato modo di capire che se, da una parte vi è tolleranza ed apertura, dall’altra vi è odio e chiusura. Sono due opposti, nonostante i moderati islamici non manchino e siano trattati, troppo spesso, peggio di un infedele cristiano, correndo anche rischi vitali.
L’Occidente ha sempre cercato il dialogo, un colloquio che mai finora è arrivato; in compenso sono arrivate bombe, assassinii come quello di Pierre Gemayel o Theo Van Gogh ed altre vere e proprie barbarie. Se è questo che tolleriamo, siamo proprio una società debole e senza spina dorsale che non è questo il modo con il quale si va avanti. L’Occidente non deve tollerare proprio più nulla.

10 Responses to “Papa Ratzinger e l’Occidente smarrito”

  1. Hai ragione, ma c’è una contraddizione di fondo: la tolleranza e la democrazia occidentale deriva in parte dalle sue radici cristiane, ma in parte anche dalla secolarizzazione verificatasi negli ultimi due secoli, secolarizzazione di cui Ratzinger, diversamente dal predecessore e da Giovanni XXIII, è acerrimo nemico.
    Solo una secolarizzazione del mondo islamico porterà alla convivenza pacifica, ma l’attuale Papa si è espresso più volte anche contro quest’ultima.

  2. Vero, però come è possibile che l’Islam possa sdogmatizzarsi, se continua imperterrito ad essere guidato da fanatismi privi di ogni ratio? Ratzinger credo che possa far bene a non inchinarsi più, a non porgere più l’altra guancia perchè si rischia davvero di perdere le nostre radici. Ora, io non dico che si debba per forza essere intolleranti ed intransigenti ma che si debba avere un minimo di polso nei confronti delle continue provocazioni islamiche.
    Mi viene in mente la polemica sulla satira di Crozza a Benedetto XVI: su un quotidiano, che non ricordo, era apparso un articolo che argomentava il fatto che è più facile fare satira sulla Chiesa, piuttosto che sull’Islam (vedi vignette danesi…). Ed è, purtroppo, verissimo, il mondo islamico non cambierà per nulla, finchè ci sarà il fanatismo al potere.

    Cordialmente,
    Fabruzum

  3. “come è possibile che l’Islam possa sdogmatizzarsi, se continua imperterrito ad essere guidato da fanatismi privi di ogni ratio?”

    e lo sarà sempre di più, fino a che gli si daranno pretesti per farlo… non credi che la visita del Pontefice in un paese a grandissima maggioranza musulmana e con una comunità cristiana microscopica non possa che essere fatto passare per una provocazione dai fondamentalisti?

  4. Potrebbe essere visto come una provocazione, sono d’accordo con te, ma cosa dovremmo fare? Continuare a calarci le braghe? Lungi dall’esser polemico, mi chiedo proprio che cosa si possa fare, in quanto siamo in mezzo a due possibilità: o ci pieghiamo noi o alziamo la testa, rischiando grosso però. Questo è uno di quei temi che mi spiace trattare perchè mi sembra che, ovunque si vada, si perde comunque.

    Cordialmente,
    Fabruzum

  5. okay… mi chiedi di rispondere, ed eccomi qui… io penso una cosa, e cioè che forse il fondamentalismo islamico è sbagliato (anzi, senza forse), ma non si può essere intolleranti sempre e comunque… la legge della Bibbia è “Occhio per occhio, dente per dente”, ma il Cristo dice di porgere l’altra guancia (e io mi reputo una cattiva cattolica, ma una buona cristiana)… quindi caro Fabri, a me l’attuale Pontefice non piace nemmeno un po’, in fondo è un fondamentalista pure lui, anche se in maniera diversa da alcuni capi Islamici.
    con tanto affetto, Francy

  6. Grazie Fra, per aver risposto ma io ti controbatto subito, chiedendoti se un po’ di durezza debba per forza essere intesa come fondamentalismo. Papa Ratzinger non mi sembra che abbia ancora esortato il popolo cristiano alla Guerra Santa contro gli infedeli musulmani, come però hanno fatto i leader islamici, contro il mondo cristiano-cattolico. Non mischiamo le carte in gioco perchè, se il Papa fosse un fondamentalista, non saremmo ancora qui a discutere ma probabilmente staremmo preoccupandoci di come resistere alla guerra che ci sarebbe. Se non si è ancora arrivati ad una crisi totale è proprio perchè Benedetto XVI non è estremista ma soltanto, e doverosamente, rigido e fermo sui valori che la Chiesa professa.

    Cordialmente,
    Fabruzum

  7. Sono d’accordo con te sul restare fermi sulle proprie posizioni (ma non sull’arretrare per reazione a vecchie posizioni come sembrano proporre Ratzinger, Pera e atei devoti), ma in questo caso è il Papa ad andare dove nn ce ne sarebbe grande necessità e dove la sua visita può più facilmente essere letta come una radicalizzazione della contrapposizione religiosa piuttosto che come un’iniziativa dialogante… certo, bisognerà anche vedere cosa dirà, ma l’impatto d’immagine sui musulmani è del capo di una religione “nemica” che viene a fare proselitismo.

    Concordo col commento di Francesca, e ti faccio notare che i “leader islamici” sono un’entità piuttosto fittizia, visto che non c’è un rappresentante unico, e tra imam, mullah e ayatollah, ognuno dice quel che vuole

  8. Giustamente bisogna sentire cosa dirà. Credo che, alla fine, cercherà di aprire al dialogo, come possibile soluzione alle tensioni degli ultimi tempi. Potrebbe portare a qualcosa, come valore intrinseco legato al dialogo, questa visita, se viene impostata bene.
    Per quanto riguarda i leader: è vero che non ve n’è uno imperante e che ognuno dice ciò che vuole ma è altrettanto vero che spesso dicono le stesse identiche cose, Jihad, Occidente=Demonio, etc…
    Sono pochissimi i leader che si sono dichiarati aperti al dialogo ed alla tolleranza.

    Cordialmente,
    Fabruzum

  9. certo fan più notizia quelli fondamentalisti…

  10. Indubbiamente fanno più notizia i fondamentalisti, in tempo normale, ma credo che in questo periodo storico, sarebbe necessaria una presa di posizione diplomatica nei confronti del Cristianesimo, da parte dei leader istituzionali mediorientali. Sarebbe un gesto che potrebbe contare molto sulle menti dei cittadini di quelle nazioni.
    Un po’ di distensione, potrebbe solo far bene, sempre che ci sia apertura nei confronti del mondo occidentale.

    Cordialmente,
    Fabruzum

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